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Un grande Settebello vola in finale battendo l'Ungheria 12-10
Pubblicata il 25/07/2019
 Mondiali di Gwangju 2019 – Torneo maschile – Semifinale



UNGHERIA-ITALIA 10-12 (4-2, 1-5, 2-2, 3-3)

Ungheria: V. Nagy, Angyal 2, K. Manhercz 1, Zalanki 2, Vamos 2, Mezei, Sedlmayer 1, S. Jansik, Pohl 1, De. Varga, Batori, Harai 1, S. Vogel. All. Marcz

Italia: Del Lungo, F. Di Fulvio 3, S. Luongo 1, Figlioli 1 (rig.), E. Di Somma, Velotto, Renzuto, Echenique 4, Figari 2, Bodegas 1, Aicardi, Dolce, Nicosia. All. Campagna

Arbitri: Zwart (Ned) e Margeta (Slo)

Note: sup. num. Ungheria 8/15, Italia 6/14. Rigori: Italia 1/1. Usciti 3 f. Harai 23’53’’, Velotto 26’49’’. Espulso Renzuto 29’15’’ per gioco violento. S. Vogel sostituisce V. Nagy 13’44’’

Il Settebello è a Tokyo 2020. Iniziamo così, con l’obiettivo desiderato e raggiunto, il racconto di una straordinaria partita dell’Italia di Campagna, capace di battere l’Ungheria in semifinale e raggiungere in un colpo solo la qualificazione olimpica e la finale dei Mondiali di Gwangju, 8 anni dopo Shanghai 2011, dove gli azzurri vinsero l’oro. Un sucesso voluto, cercato, costruito mattone dopo mattone nonostante un avvio difficile: primo quarto di marca magiara, poi il Settebello ribalta l’incontro mettendo grinta e fame di vittoria in ogni gambata, ogni bracciata, lottando da squadra in grado di sfruttare al meglio il talento delle proprie individualità. Su tutti quella di Gonzalo Echenique: espulso dopo 6’ nel debutto col Brasile, l’italo-argentino ha faticato a entrare in forma nel Mondiale, disputando una gara negativa nei quarti con la Grecia. Campagna gli aveva chiesto di più, lui l’ha accontentato con 4 gol, almeno 3 assist e una quantità di giocate utili alla squadra. Solito colosso tra i pali Del Lungo, indomabile Francesco Di Fulvio, ma tutti gli azzurri hanno dato il loro contributo: dai centroboa a Figari, autore di 2 gol pesantissimi, fino a Edoardo Di Somma e Dolce, i deb mondiali, che hanno messo muscoli e coraggio in ogni minuto concesso loro dal c.t.. Ora tra l’Italia e gli azzurri c’è la Spagna (finale sabato ore 11:30 italiane, diretta tv su Rai 2), che un anno fa eliminò il Settebello agli Europei anche grazie ad una svista arbitrale: i tifosi azzurri possono stare tranquilli, stavolta c’è il Var. Contro gli iberici e la loro efficacissima difesa, però, l’Italia non potrà concedersi una falsa partenza come quella di oggi.



Il primo quarto mette subito in evidenza due fattori: Di Fulvio è caldissimo (2 gol di straordinaria potenza e precisione nei primi 8’) e l’Ungheria su uomo in più non perdona. L’Italia non riesce a limitare i magiari, manca il colpo di gamba per chiudere i micidiali tiratori di Marcz a cui basta una frazione di secondo per trovare l’angolino. Quel colpo di gamba, invece, non sembra essere un problema per gli ungheresi, che su uomo in meno sporcano e stoppano palloni: dopo 8’ l’Ungheria è avanti 4-2 con 4/4 in superiorità, contro l’1/4 degli azzurri. In acqua c’è anche Denes Varga, nonostante il dito rotto: non al meglio, il 10 verrà poi limitato ottimamente dagli azzurri. Non sappiamo cosa Campagna dica agli azzurri nell’intervallo, ma nel secondo quarto il Settebello cambia passo su uomo in più (3/4 nel parziale) e soprattutto vede Echenique fare il suo vero ingresso al Mondiale: l’italo-argentino segna tre gol e serve un assist per il 7-5 di Bodegas (serve il Var Check per convalidarlo), contribuendo al ribaltone azzurro. L’unica rete a cui non contribuisce il Chalo è quella del sorpasso, il 5-4 inventato da Di Fulvio che entra da posizione 5, dribbla Sedlmayer e mette la palla alle spalle di Nagy. Capolavoro. Ma il break azzurro (4-0 in tre minuti, prima del botta e risposta tra Zalanki e, appunto, Bodegas) è figlio anche di una difesa più aggressiva, che sporca la percentuale dei magiari su uomo in più (1/3 nel quarto), e delle parate di Del Lungo. A cavallo dell’intervallo lungo il Settebello spreca anche due superiorità per il potenziale +3, ma sulla prima l’Ungheria perde Nagy, infortunatosi ad un dito per opporsi ad un tiro improvviso di Figlioli. I gol mancati vengono pagati nel terzo quarto, in cui il ritmo si abbassa, per la gioia degli ungheresi che hanno più tempo per pensare e esercitare le loro qualità tecniche. Harai dai 2 metri trova il primo gol in parità numerica dell’Ungheria, poi Manhercz pesca Angyal sul palo, che su uomo in più pareggia.

È il momento più difficile per gli azzurri, che però reagiscono alla grande. Alla prima superiorità a favore dopo il 7-7, Bodegas e Figari si muovono alla perfezione sui pali, con il ligure che, imbeccato da Echenique, rimette avanti l’Italia. A 7’’ dall’intervallo, poi, il Settebello smarca Di Fulvio sui 6 metri: Harai fa prima fallo grave e poi interferenza, lasciando la gara e regalando a Figlioli il rigore del 9-7. Tensione alle stelle nell’ultimo quarto, aperto da Vamos con un tiro che fredda dalla distanza Del Lungo per il nuovo -1. L’Ungheria crede nel pari, ma l’Italia mantiene il vantaggio rispondendo colpo su colpo e riportandosi puntualmente sul +2. Lo fa Figari, dopo una clamorosa parata di Del Lungo su Vamos e uno schema chiamato da Campagna durante il time out che gli azzurri eseguono alla lettera. E poi Echenique, che risponde alla bomba di Zalanki del 10-9 con un gol di tecnica e furbizia, un tiro improvviso, partito dall’acqua, che Vogel non vede neanche. È l’11-9, ma non è ancora finita perché poco dopo il Var convalida un gol dubbio di Angyal, a 2’24’’ dalla fine. Passa un minuto ed è Stefano Luongo riportare il Settebello sul +2: l’uomo in più non riesce, la palla finisce all’attaccante che con la sua tipica “veloce” beffa difensore e portiere magiaro. È il 12-10, protetto dalla traversa e dalla parata finale di Del Lungo sul solito Zalanki. Il Settebello vola da Gwangju a Tokyo: con sé, dalla Corea del Sud, potrebbe portare il quarto oro mondiale della sua storia. (da Wpdworld)
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